Inaugurazione presso la Galleria Massimo De Carlo
30.11.2006, ore 19.00 - Inaugurazione della mostra di Rudolf Stingel e Urs Fischer.Gli spazi della Galleria Massimo De Carlo sono stati completamente trasformati dalle opere di Urs Fischer e Rudolf Stingel. L'invito della mostra - una foto dei loro studi adiacenti a New York - già preannuncia la collaborazione tra i due artisti.
Nella prima sala il pavimento è completamente rivestito da una moquette che Rudolf Stingel ha prodotto stampando l'immagine in bianco e nero di un antico tappeto persiano. La copertura del pavimento, concepito come un vero e proprio dipinto, è uno dei lavori tipici dell'artista. Stingel opera sui limiti visibili dello spazio (muri, pavimenti, passaggi), tracciando una linea sottile della sua presenza. Al centro della stanza c'è Nach Jugendstiel kam Roccoko di Urs Fischer: un pacchetto di sigarette vuoto e misteriosamente animato che volteggia nell'aria. Il titolo del lavoro, volutamente storpiato in tedesco, stravolge la classica storia degli stili artistici, "Dopo l'Art Nouveau arrivò il Roccocò".
La porta che collega la prima sala alla seconda è opera di Fischer. Implementare oggetti di vita quotidiana è una delle modalità tipiche dell'artista, che gioca sul senso di spaesamento e sottopone alcuni elementi ad una mutazione materiale e sostanziale: in questo caso la porta, che potrebbe sembrare assolutamente ordinaria, è in realtà il risultato di una fusione in alluminio. Fischer gioca con una svariata gamma di tecniche formali e concettuali, minando alle fondamenta qualsiasi aspettativa e tentativo di facile interpretazione: i generi artistici classici che lui utilizza sono semplicemente utili, gli offrono una cornice valida entro la quale effettuare la sua ricerca dei mezzi di trasgressione dei limiti tradizionali. Dal lato opposto, in contrasto con la bianca superficie della stanza vuota, Rudolf Stingel crea uno stipite laccato nero come se fosse un pianoforte a coda.
Nella terza sala al piano superiore sono state costruite delle piccole stanze dal soffitto ribassato, collegate da altre quattro porte di Urs Fischer, apparentemente "normali" ma in realtà dall'imponente struttura in alluminio. Al centro delle pareti delle diverse stanze si trova la serie di cinque autoritratti di Rudolf Stingel; i cinque quadri presentano la medesima immagine in cui l'artista è in primo piano con il volto chinato davanti alle candele accese di una solitaria festa di compleanno. Questi lavori si distaccano dalle sue celebri pitture astratte e rappresentano un momento importante di auto-coscienza e introspezione, ma anche di messa in discussione della propria identità di artista.